La regione di Zaia finora ha sempre avuto restrizioni limitate rispetto al contenimento della pandemia. Una notizia che potrebbe risultare positiva, ma che in realtà si sta rivelando un pericoloso boomerang.
Intervenuti al congresso di Assoenologi durante wine2wine, i presidenti di Regione Zaia, Veneto, e Fedriga, Friuli Venezia Giulia, hanno ripercorso il successo di un prodotto emblema del Made in Italy nel mondo. E il futuro sembra roseo, anzi, rosé.
La deputata eletta nelle fila del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo analizza insieme a noi il voto referendario e quello delle regionali, con uno sguardo alle prossime elezioni amministrative veronesi.
Andreotti diceva che «Il potere logora chi non ce l’ha». Zaia, De Luca, Emiliano e Toti sono stati abili comunicatori ma ancor più perfetti gestori della posizione di vantaggio da cui sono partiti. L'empatia e la costante presenza nell'emergenza-Covid e, in Liguria, del Ponte Morandi ha poi chiuso il conto.
La politica, che nell’epoca dei social si misura in numero di “like” ricevuti, ormai è talmente assuefatta alla droga del consenso immediato ad ogni costo che non riesce più a concepire un orizzonte temporale che abbia una durata superiore a quella di un post su Facebook o Twitter. Ma in epoca di emergenza come questa i messaggi che vengono veicolati possono essere oltre che discordanti anche molto pericolosi.
L’emergenza sanitaria ha molteplici sfaccettature. E dopo qualche tentennamento iniziale Luca Zaia ha deciso di ergersi a condottiero del suo popolo. Non senza qualche inevitabile risvolto politico.
Chi l'ha detto che la politica di massa è morta? È viva e lotta con noi. Piuttosto è finita quella DOC. Con la globalizzazione, infatti, pure la massa viene esportata e importata come una qualsiasi merce.