Per la rassegna Mondovisioni, stasera alla Fucina Culturale Machiavelli va in scena il documentario che racconta la lenta erosione della democrazia in Ungheria attraverso le storie di tre donne che resistono al regime di Orbán. Dopo la proiezione, il consueto dibattito a cura di Heraldo per approfondire il tema.
Mai come nelle recenti votazioni in vari Paesi europei, con sistemi elettorali tutti diversi, è apparso evidente il divario fra voti effettivi e seggi assegnati. Una deformazione della rappresentanza politica che solleva diversi dubbi.
Intervista a Fede Merlin, attivista padovana di "Ultima Generazione": l'emergenza climatica, le proteste, la disobbedienza civile, la richiesta di un fondo di riparazione, il Governo Meloni, la libertà di stampa e il futuro di un'intera generazione.
Un rinnovato e moderato finanziamento pubblico, dovrebbe sostenere, non solo i movimenti politici esistenti, ma anche tutte le forme di associazione e partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
L'autorevolezza economica e politica dell'Europa nel mondo è andata scemando negli ultimi decenni. La UE può tornare in primo piano, ma solo con azioni per la pace, la cultura e il dialogo fra i popoli.
Le recentissime elezioni nel Paese del "Sultano Erdogan" hanno registrato una decisa e importante inversione di tendenza. Un segnale che da Ankara a Istanbul passando per il Kurdistan qualcosa sta cambiando.
La consapevolezza da parte di molti cittadini dell’irrilevante importanza del proprio voto sui processi deliberativi e sulle scelte politiche, ha aumentato l’apatia partecipativa della popolazione, represso il dibattito politico e consolidata la prevalenza del voto di scambio rispetto a quello d’opinione.
Torniamo nuovamente sulle elezioni presidenziali in Argentina dove lo scorso weekend si è tenuto il ballottaggio tra Sergio Massa, candidato peronista e attuale ministro dell’Economia, e Javier Milei, auto-definitosi anarco-capitalista, un noto economista con un’idea precisa e poco ortodossa della cura necessaria a riportare “La Argentina” alla serenità e prosperità economica.
Tre quarti degli aventi diritto si sono presentati ai seggi, la percentuale più alta mai registrata in Polonia e perfino migliore di quella seguita alla caduta del comunismo. Per la prima volta nella storia, a votare sono state più le donne degli uomini. Come i giovani: il 69% con meno di 29 anni ha partecipato.
L'informazione italiana è in mano a pochi gruppi editoriali, che di fatto sono portatori di interessi economici e politici molto specifici. Inevitabilmente parlare di stampa libera in Italia - che non a caso è al 41esimo posto al mondo nella classifica stilata ogni anno da "Reporter senza frontiere" - diventa sempre più complicato.