Da ingegnere elettrotecnico, in pensione, non può fare a meno di interessarsi di energia e delle sue transizioni, ma è appassionato anche di politiche economiche e macroeconomia nella nostra amata e composita Unione Europea. Tra gli interessi ha anche la mobilità cittadina. Canta in un coro sinfonico ed è volontario in un Centro di Comunità.
Occorrono accordi internazionali per contrastare la degenerazione mercantilista del commercio, con l'impegno soprattutto dei Paesi che hanno un più grande e persistente attivo della bilancia commerciale.
La pace ancora non c'è, ma sembra fortemente voluta dal Presidente americano, non negata dalla Russia, nel disorientamento generale della UE. Ma sono i BRICS la nuova vera preoccupazione degli USA.
L'obiettivo di Trump è di riequilibrare la bilancia commerciale e riportare le manifatture negli Stati Uniti, con un occhio attento al suo elettorato. Applicherà i dazi in modo selettivo utilizzandoli come arma politica nei contatti bilaterali.
Il caso Al-Masri ha mostrato tutte le ipocrisie ed ambiguità dei rapporti con Paesi privi di democrazia. Da chiarire anche cosa si intende per sicurezza nazionale.
Un dialogo inatteso fra chi ha vissuto le lotte politiche e sindacali nei decenni scorsi ed i giovani attivisti del clima. Un confronto non solo per trovare ciò su cui si concorda, ma per tentare di unire i percorsi.
Una trentennale politica mercantilistica di corto respiro ha intrappolato l'Unione Europea in un circolo vizioso di scarsi investimenti, bassi salari e crescita esigua, dal quale è complicato uscire.
Confermato il ruolo fondamentale dell'istruzione in tutte le aree cognitive. Servono investimenti per ridurre il divario in campo internazionale e la disomogeneità fra le diverse aree del Paese.
Da alcuni decenni qualunque forza politica guidi il governo, le politiche economiche sono fotocopia l'una dell'altra. Per molti cittadini partecipare al voto sembra essere diventata una formalità inutile.
La UE nei decenni scorsi ha preferito contenere i salari piuttosto che investire in ricerca ed infrastrutture. I problemi strutturali dell'Europa richiedono ora un cambio di paradigma a partire da Maastricht e dal ruolo della Banca Centrale.
La morte drammatica di Moussa Diarra è anche la conseguenza di politiche che stanno disgregando il tessuto sociale, mettendo gli uni contro gli altri, in una continua guerra fra poveri.