Dopo mesi di solenni dichiarazioni di ripartenza in sicurezza (poi riviste in un prudenziale ritorno a scuola in presenza il 9 dicembre, anche questo poi rimandato al 7 gennaio), dopo lo scoop di Wired confermato anche da IlTempo che i rassicuranti numeri dei contagi forniti dal Ministro Lucia Azzolina non sono (volutamente?) attendibili, tutta la questione del ritorno alla normale didattica è stata rimandata all’anno nuovo, dopo l’Epifania. Soprattutto, a destare preoccupazione, è il nodo trasporti: come evitare che il contagio, prima ancora che a scuola, si propaghi tramite il servizio pubblico di massa?
Qual è la situazione a Verona? La città è pronta e ha i mezzi necessari? Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato Stefano Zaninelli, direttore generale di ATV (Azienda Trasporti Verona).

Stefano Zaninelli

Zaninelli, si avvicina la possibile ennesima ripartenza a gennaio, dopo l’Epifania, sperando che le Cassandre della terza ondata siano smentite. ATV come si presenta all’appuntamento?

«L’ATV si presenta pronta alla ripartenza, tenendo conto naturalmente che al trasporto pubblico è stato posto il limite del 50% della capienza e alle scuole del 75% della presenza. Su queste basi siamo pronti; in realtà, lo eravamo già la settimana prima delle chiusure delle scuole grazie ad accordi coi privati, possibili coi finanziamenti ad hoc del Ministero. Va pure detto, però, che avevamo già di nostro messo a rinforzo 70 linee da settembre a fine ottobre, un spiegamento di forze importante. L’Epifania, intanto, si avvicina a grandi passi e tuttavia siamo ancora in attesa dei dati dagli istituti scolastici per pianificare i trasporti; ma questi non arrivano e le riunioni continuano ad essere rinviate in avanti. Questo è un problema, perché per pianificare ci vuole tempo.»

Rispetto al tema della capienza degli autobus, come si farà rispettare il limite?

«Per applicare in modo puntuale la sorveglianza dovremmo dispiegare una forza di 5mila unità, quante le fermate delle corse ATV, il che ovviamente è impensabile. Il personale di sorveglianza sarà disposto sulle fermate a più alta densità di traffico, con una copertura comunque adeguata.»

Se servisse rinforzare la flotta e il personale e venissero erogati i fondi, quanto tempo ci vuole realisticamente perché un autobus con relativo autista arrivi operativo su strada?

«Realisticamente da sei a nove mesi.»

Foto di Serena Dei

A proposito di autisti, qual è stato l’impatto del virus sul personale e quindi sulla gestione delle corse?

«Il fenomeno in ATV è al momento sotto controllo: venerdì 4 dicembre abbiamo fatto 140 tamponi con nessun positivo; ora come ora abbiamo due autisti ammalati in modo lieve e nessun ricovero. Evidentemente la gestione dell’emergenza Covid e la messa in sicurezza dei suoi dipendenti è stata trattata in modo puntuale dall’azienda.»

Suppongo che sulle casse dell’azienda l’uragano epidemia abbia invece colpito in modo più incisivo…

«Assolutamente sì. Ad oggi abbiamo una riduzione degli abbonamenti di oltre il 60%; idem per i biglietti per i quali riscontriamo un calo del 50%. Il risultato è un mancato incasso di ben 20 milioni di euro; certo, attendiamo segnali di ripresa ma solo dal nuovo anno, con la riapertura della scuola in presenza. Il 2020, in ogni caso, si chiude con un netto negativo.»

Sarà il Comune a sanare la situazione con le sue risorse?

«No, dovrebbe essere lo Stato ad intervenire con finanziamenti ad hoc; finora, eccetto qualche piccolo provvedimento di ridotto impatto – poca roba, insomma – la questione è ancora ben lontana dall’essere non solo definita ma anche solo affrontata in modo complessivo.»

Foto di copertina di Serena Dei

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