L’amministrazione comunale ha deciso di intitolare il chiostro della Biblioteca Civica di Verona alla memoria dello scrittore veronese Giovanni Dusi (1913-2003), omaggiando un intellettuale molto attivo e prolifico, animato da un forte sentimento politico, civile e letterario. Il suo contributo critico, aperto e sensibile al confronto, ha arricchito la stagione culturale e letteraria del Novecento veronese.

Animato da un ideale politico socialdemocratico, Dusi è stato un uomo dotato di un elevato senso di giustizia a tal punto che, abbandonati gli studi, si unì alla lotta partigiana in Lessinia. Divenne così il comandante partigiano più giovane d’Italia alla guida della 30ª Brigata Garibaldi “Ateo Garemi operante sui Monti Lessini-Pasubio. Non appena le armi tacquero, impose la loro restituzione su tutto il territorio cittadino.

Dopo il conflitto, terminò gli studi ingegneristici senza mai abbandonare gli ideali sociali e civili che alimentarono la sua prolifica attività di romanziere e di giornalista, per i quotidiani L’Arena e La Cronaca.

Lo scrittore e giornalista Giovanni Dusi.

Sul fronte narrativo, La Moglie, titolo di un suo romanzo del 1966, ebbe un’eco nazionale, candidato al Premio Campiello e finalista del Bancarella. Il romanzo sorse a partire dalle conversazioni intraprese con l’amico Michelangelo Antonioni, tra i più importanti cineasti italiani, durante le riprese de “L’avventura”, film con protagonista Monica Vitti. Nel libro viene tratteggiata la realtà di un rapporto di coppia entro un vortice di una crisi coniugale.

Con Il Gallo Rosso (1973) ha affrontato i drammi della guerra vissuti da protagonista in una sorta di diario storico-autobiografico, il cui tema principale è scandito dalle giornate di resistenza e battaglia di una compagine partigiana sulle vette alpine. Marco e Gianni, i due giovani protagonisti che si affacciano all’età adulta, vivono la dura esperienza della guerra, tra razionamenti alimentari, inverni rigidi e scelte politiche.

Molto legato ad Aldo Fedeli, primo sindaco di Verona dopo la Liberazione, Dusi scrisse un’orazione civile all’interno di un libro di memorie a lui dedicato, raccontando l’impegno civile e la volontà di ricostruire la città da ogni prospettiva, compresa quella culturale, ricucendo così un tessuto sociale vitale dopo anni di devastazioni belliche.

Fedeli, nelle testimonianze di Dusi, era un pacifista fin dai banchi di scuola e nonostante l’arruolamento militare e la prigionia subita in Ungheria, durante la Prima guerra mondiale, partecipò alla Campagna di Russia, dalla quale rimase profondamente toccato. Come l’autore, dedicò le sue battaglie ponendosi sempre dalla parte degli ultimi e dei diritti delle minoranze.

Ne “Il migliore dei mondi possibili”, pubblicato da Perosini editore nel 1999, lo scrittore parlò di sé, della sua vita, delle sue avventure intellettuali, nella forma di libro-intervista.

Per accedere al chiostro della Biblioteca Civica si oltrepassa la sala dedicata alla narrativa moderna. Ancora oggi, a distanza di secoli, è un luogo dove regnano pace e silenzio, che si confonde con i rumori frenetici della città. Studenti, lettori e visitatori vi possono leggere, studiare e partecipare alle attività che vengono organizzate, soprattutto nel periodo estivo, con letture all’aperto e incontri a tema.

Nelle prossime settimane sarà collocata una targa, all’interno del chiostro, che ricorderà la figura di Dusi, arricchendo le già numerose e preziose testimonianze storiche che racchiude il nostro centro culturale cittadino.

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