Negli ultimi anni, il legame tra ultras e criminalità organizzata è diventato un fenomeno sempre più allarmante nel panorama calcistico italiano, e le recenti inchieste della magistratura hanno portato alla luce dinamiche che coinvolgono direttamente le tifoserie di Inter e Milan. Le frange più estreme del tifo delle due squadre di Milano sono ora al centro di indagini che le collegano non solo ad episodi di violenza e intimidazione dentro e fuori dagli stadi, ma anche a traffici illeciti che variano dal racket, al traffico di droga, fino al riciclaggio di denaro. Questo legame tra ultras e criminalità si è rafforzato in modo preoccupante nelle curve di San Siro, che ormai sono diventate non solo il teatro di battaglie sportive, ma anche un campo di battaglia per il controllo del territorio da parte della malavita organizzata. Gli arresti degli ultimi mesi di esponenti di spicco delle tifoserie interiste e milaniste, come i Boys San dell’Inter e i Commandos Tigre del Milan, hanno dimostrato che le curve sono diventate un vero e proprio laboratorio criminale, dove le bande si contendono potere e profitti provenienti da attività illegali.

Una nuova frontiera del crimine organizzato

Le indagini più recenti hanno rivelato un collegamento sempre più stretto tra i capi ultras e organizzazioni mafiose, in particolare la ‘ndrangheta e Cosa Nostra, che utilizzano le curve per portare avanti affari illegali. Il controllo del traffico di stupefacenti e la gestione delle estorsioni sono solo alcune delle attività criminali emerse dalle inchieste delle forze dell’ordine, che ora monitorano attentamente le dinamiche all’interno degli stadi. Ciò che è emerso da queste indagini è uno scenario inquietante, in cui la passione per il calcio è stata strumentalizzata da organizzazioni criminali per i propri scopi, trasformando gli ultras in veri e propri attori del mondo mafioso. I tifosi più radicali, una volta motivati solo dall’amore per la propria squadra, si sono trasformati in pedine di un gioco molto più grande, in cui violenza e criminalità vanno di pari passo.

Foto da Unsplash di Danilo Obradovic

Un fenomeno nazionale  

Le connessioni tra gli ultras e la mafia non sono un fenomeno limitato a Milano. Già in passato, diverse città italiane hanno visto crescere l’influenza delle organizzazioni criminali all’interni delle curve degli stadi. A Napoli, la Camorra ha storicamente trovato terreno fertile tra i tifosi partenopei, facendo leva sul forte senso di appartenenza che il calcio genera in una delle città più appassionate d’Italia. Allo stesso modo, i gruppi ultras di Lazio e Roma sono stati a lungo protagonisti di episodi violenti, talvolta con il coinvolgimento della criminalità organizzata. La particolarità del caso milanese risiede però nell’intensità e nella complessità delle relazioni che si sono sviluppate tra tifoserie e mafia: da una parte, i gruppi ultras utilizzano il loro potere e la loro presenza massiccia sugli spalti per gestire attività illecite, dall’altra, le organizzazioni mafiose vedono nelle curve un ambiente fertile per reclutare nuovi affiliati e consolidare il loro controllo sul territorio.

James Montague: un viaggio nel mondo degli ultras

La copertina del libro di James Montague

Per comprendere a fondo il fenomeno degli ultras e il loro legame con la criminalità, è fondamentale ascoltare le testimonianze di chi ha vissuto queste realtà in prima persona. È proprio questo il tema centrale del libro “Fra gli ultras. Viaggio nel tifo estremo” di James Montague, giornalista britannico che ha dedicato gran parte della sua carriera all’analisi del mondo ultras e delle sue complesse dinamiche. Nel suo libro, Montague racconta il tempo trascorso viaggiando attraverso diversi paesi ed immergendosi nelle curve più radicali del calcio mondiale.

Dall’Argentina alla Turchia, dall’Italia ai Balcani, il suo reportage è un viaggio all’interno di una sottocultura che, spesso, sfugge alle normali logiche sociali e diventa uno spazio di resistenza, ma anche di violenza e sopraffazione. Il libro esplora le motivazioni che spingono migliaia di giovani ad unirsi a questi gruppi, ma anche le dinamiche interne alle curve, dove il potere e la gerarchia sono spesso imposti con metodi brutali. Montague non si limita a descrivere gli ultras come semplici tifosi, ma li analizza come un fenomeno sociale complesso, legato anche alle condizioni economico-politiche dei Paesi in cui si sviluppano. In Italia, in particolare, l’autore mette in luce come le curve siano spesso utilizzate come strumenti di controllo territoriale da parte delle organizzazioni mafiose, che trovano nel tifo estremo un’arma per estendere la loro influenza. L’opera di Montague rappresenta quindi una lettura fondamentale per chi volesse comprendere meglio non solo il fenomeno degli ultras, ma anche le sue profonde implicazioni sociali e criminali.

James Montague

L’incontro a Povegliano Veronese: un’occasione per saperne di più

Per chiunque voglia approfondire questi temi e avere l’occasione di confrontarsi direttamente con l’autore, il 9 ottobre si terrà un incontro organizzato dal Festival del Giornalismo di Verona, in collaborazione con l’Associazione Culturale Heraldo e l’Associazione Culturale Ineditamente.

L’evento si svolgerà alle 20:45 presso la Sala Civica Savoldo a Povegliano Veronese, e vedrà la partecipazione dello stesso James Montague. L’incontro sarà aperto dall’intervento di Pierpaolo Romani, giornalista e coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, e sarà moderato da Filippo Baldi, collaboratore di Heraldo. L’evento sarà un’occasione unica per ascoltare direttamente dalla voce di Montague le storie e le esperienze vissute tra le curve più pericolose del mondo. Il pubblico avrà l’opportunità di porre domande e discutere con l’autore delle sue esperienze dirette, offrendo una prospettiva inedita su uno degli aspetti più oscuri del calcio moderno. L’ingresso all’evento sarà gratuito, fino ad esaurimento posti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA