Sembra incredibile solo pensarlo, sembra una follia guardando i nomi e la qualità in campo, eppure Sassuolo-Verona (in programma alle 18.30 al Mapei Stadium di Reggio Emilia) è a tutti gli effetti un testa-coda. Un testa coda anomalo a dir poco, questo è chiaro, con una squadra – i neroverdi – che ha giocato due partite proibitive contro Napoli e Atalanta, peraltro senza mai sfigurare, e che comprensibilmente non è riuscita a raccogliere punti. Dall’altra parte l’Hellas che viene da una notte magica -anzi, magggica – e che ha dalla sua parte tutto l’entusiasmo del mondo.

Una partita che, incredibilmente, si giocherà proprio nei momenti concitati di chiusura del calciomercato, e che potrebbe vedere degli avversari abbracciarsi a fine partita senza sapere di essere già compagni di squadra. Marco Baroni si dice tranquillo, conosce i suoi uomini e in loro ha visto serietà e disponibilità. A chi è fuori dallo spogliatoio non resta che fidarsi e incrociare le dita.

Una partita di conferme

In un modo o nell’altro, dunque, la trasferta del “fu” Giglio porterà delle certezze. Per lo meno dal punto di vista del roster, perché al termine della gara sapremo definitivamente quale sarà il volto della squadra gialloblù da qui a Natale. Orizzonti brevi, è vero, ma questo passa in convento.

Le conferme cercate da mister Baroni, però, sono altre. Il Verona è lassù, ha più punti ad agosto di quanti ne avesse a Natale nella scorsa stagione e li ha conquistati con personalità e identità chiara. Sacrificio, tanta corsa, pressing alto, contropiede.

«Chi non è disponibile a pressare non gioca – ha tagliato corto Baroni in conferenza stampa in uno dei rari momenti in cui il fuoco dentro straripa e si rivela – non c’è alcun motivo per cui un giocatore del Verona debba stare a guardare in qualsiasi fase di gioco.»

Le partite l’hanno dimostrato: contro l’Empoli è stata una battaglia dura e una serie di esperimenti. La prima uscita vera, in trasferta contro una concorrente diretta, è stata vinta grazie a giocatori disponibili a provare movimenti diversi e pronti a lottare su ogni mezza palla. La stessa disponibilità e la stessa intensità si sono viste contro la Roma, in una resistenza strenua, durata centocinque minuti e arricchita dalla lucidità necessaria a contrattaccare in modo efficace senza perdere gli equilibri.

Intensità, lucidità, equilibrio

L’allenatore dell’Hellas Verona Marco Baroni – Foto dal profilo Facebook dell’Hellas Verona

Contro il Sassuolo il Verona dovrà mettere in campo la stessa intensità, la stessa lucidità e lo stesso equilibrio, migliorando movimenti e automatismi in costruzione e in ripartenza. Gli ingredienti sembrano già molto buoni e hanno cominciato a regalare soddisfazioni e punti. Ora i gialloblù dovranno trasformare gli exploit di inizio stagione in una base tecnico-tattica consolidata per la lunga marcia del campionato.

La serie A – e Baroni lo sa bene – non perdona. Ogni errore viene punito e ci saranno momenti di difficoltà in cui i risultati faticheranno ad arrivare. Sarà lì che la base costruita con la tranquillità di oggi tornerà utile.

Nel frattempo godiamoci il panorama, mettiamo punti in saccoccia e teniamo alto l’entusiasmo senza aspettarci nulla oltre all’abnegazione. Perché in serie A non si può dar nulla per scontato, nemmeno da un testa-coda.

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