Rumors, la cultura musicale a Verona
Intervista a Elisabetta Fadini, fondatrice e direttrice artistica della rassegna che da tanti anni porta in riva all'Adige il meglio della musica rock, nazionale e internazionale.

Intervista a Elisabetta Fadini, fondatrice e direttrice artistica della rassegna che da tanti anni porta in riva all'Adige il meglio della musica rock, nazionale e internazionale.
L’estate veronese offre intrattenimenti di genere vario. C’è tuttavia un palcoscenico molto speciale, un salotto, che si distingue per il livello qualitativo della proposta e per l’assoluto pregio architettonico dei luoghi: il Teatro Romano. L’Estate Teatrale Veronese, qui ospitata ogni estate, prevede al suo interno la rassegna musicale Rumors ormai da molti anni, curata da Elisabetta Fadini.
Fadini ha avuto un percorso artistico lungo e vario: dall’Accademia di Belle Arti (studia con il poeta e traduttore Roberto Sanesi) passa per il teatro e la vocalità ad esso collegata; in quel frangente collabora col gruppo americano Living Theatre e si occupa di teatro e comunicazione. Concepisce e promuove il Manifesto di Reading con illustri colleghi (con Bollani, Fresu, Bergonzoni, giusto per citarne alcuni) e promuove ed organizza una quantità di spettacoli, performances e concerti in tutta Italia.
Fadini, innanzitutto come nasce la rassegna Rumors?
«L’idea era quella di offrire agli spettatori uno sguardo sulla musica diverso da quello che normalmente viene proposto, volevo dedicare una rassegna all’avanguardia artistica ed alla vocalità. Avevo pensato di collocare questo progetto a Milano ma l’amministrazione comunale mi chiese di provare a realizzarlo a Verona, nella mia città. Devo dire che all’inizio ero piuttosto scettica sulla possibilità di riscuotere interesse, mi sembrava che i gusti degli spettatori fossero rivolti altrove, ma ho provato e mi sono dovuta ricredere. La realtà è che il pubblico si è dimostrato più ricettivo di quanto immaginassi. Molti veronesi hanno partecipato con entusiasmo, e anche molti turisti, visto che diversi artisti intervenuti sono stranieri.»
Qual è l’obiettivo della rassegna? Cosa intende trasmettere?
«Cultura! Ogni appuntamento della rassegna deve lasciare qualcosa allo spettatore. Cerco ogni anno di offrire un ventaglio di possibilità che permetta di aprire la mente e stimolare una scelta, che non è mai scontata perché non lo sono gli artisti invitati.»
Ritiene che si possa partecipare ad un evento di Rumors anche da impreparati?
«Certamente sì. Ciascuno verrà poi coinvolto dagli artisti stessi, tutti appassionati, comunicativi e desiderosi di stabilire un contatto col pubblico.»
Rumors è giunto quest’anno all’undicesimo anno di programmazione. Guardando indietro quali sono i momenti che ricorda con particolare affetto?
«Il rock prog di Steven Wilson e la sua profonda semplicità, la grandezza di Tony Bennett, la delicatezza dirompente dei Kings of Convenience, le splendide voci di Rag’N’ Bone Man e Tom Walker, ma anche la classe di Noa, il misticismo di Giovanni Lindo Ferretti, la cultura di Manuel Agnelli e l’immaginazione che attraversa la purezza di Daniel Norgren. Ne potrei citare tanti, tra mille emozioni, ma queste sono state le serate che mi hanno lasciato di più.»
È soddisfatta della stagione di quest’anno?
«Molto. Quest’anno abbiamo avuto a disposizione quattro serate tutte molto intense e partecipate e tra queste due hanno registrato il tutto esaurito.»
Allora forse si potrebbe pensare di aggiungere qualche appuntamento, che ne pensa?
«Assieme al Comune e in particolare all’assessora Marta Ugolini con cui lavoro molto bene, stiamo valutando la possibilità di estendere Rumors anche alla stagione invernale, ma si tratta ancora di un’ambizione. Speriamo che in tempi brevi diventi un obiettivo concreto.»
Elisabetta Fadini parla con trasporto, la sua passione traspare dai gesti, dalla postura, dal tono della voce. È sicuramente questo atteggiamento che ha permesso ad una rassegna che propone musica di qualità di affermarsi in città e di essere così vitale. Speriamo davvero che la manifestazione possa proseguire sempre con quest’intensità anche in futuro, perché ne abbiamo davvero bisogno, tutti noi spettatori.
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