Mozart accende la stagione lirica del Teatro Filarmonico e il pubblico riempie palchi e platea per una prima de Le nozze di Figaro divertita e magistralmente eseguita. Soggetto, musica e libretto collaborano a un’opera che supera la distinzione tra opera seria e opera buffa, cucendo, come scriveva Da Ponte nella prefazione del libretto, “un quasi nuovo genere di spettacolo”. La macchina teatrale coinvolta per questa produzione al Teatro Filarmonico contribuisce a realizzare lo scopo.

Una messa in scena lineare e coinvolgente

La messa in scena pulita e lineare, con l’allestimento proveniente dalla fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, è diretta da Ivan Stefanutti, con Filippo Tadolini assistente alla regia e alle scene e Stefano Nicolao ai costumi, ed evidenzia le difficili interazioni tra i personaggi, aiutando lo spettatore a seguire la complessa trama dell’opera.

Tra intrecci amorosi, tradimenti, travestimenti, fughe, il pubblico non può che ridere e farsi deliziare dall’incanto musicale.

Il giardino notturno de Le nozze di Figaro, con le luci di Claudio Schmid, foto Ennevi.

Le luci, di Claudio Schmid, hanno il loro massimo merito nel giardino notturno del quarto atto. Il plenilunio regala un’atmosfera fiabesca nel cui buio si muovono gli intrighi di corte.

Il direttore dell’orchestra e del coro della fondazione Arena, Francesco Omassini, ottiene dalle maestranze estrema precisione e varietà di colori che accompagnano abilmente le voci sul palco. Ne deriva che il capolavoro mozartiano pare di agile esecuzione e restituito a una bellezza di suono disarmante.

Diversi i debutti di qualità

Alle voci soliste un cast giovane ma già affermato, alcuni al loro debutto veronese. Il baritono Giulio Mastrototaro è un Figaro dalla voce piena e dalla buona presenza scenica.

Susanna è interpretata da Sara Blanch, di cui era stata annunciata un’indisposizione a inizio spettacolo, ma la sua esecuzione migliora di atto in atto. Blanch dimostra una costante relazione con gli altri personaggi e un’interpretazione vivace e presente.

Gilda Fiume al suo debutto nel ruolo della Contessa spicca per una voce calda e rotonda, che riempie il teatro anche nei pianissimo grazie a una ricchezza naturale di armonici. Sul palco è una contessa nobile e appassionata come dimostra nell’aria “Dove sono i bei momenti” interpretata con raffinatezza vocale e scenica.

Le nozze di Figaro dirette da Ivan Stefanutti inaugurano la stagione lirica 2023 del Teatro Filarmonico. Foto Ennevi.

Alessandro Luongo porta un Conte chiaro, senza eccessi, sia vocalici che scenici, e così ben delinea il carattere di questo personaggio, nobile orgoglioso, un po’ freddo e dispotico che però nasconde un inguaribile libertino.

Piacevoli rivelazioni anche nei ruoli minori

Ottima l’interpretazione di Chiara Tirotta nel ruolo di Cherubino. Sulla scena è un vero adolescente che sta conoscendo l’innamoramento e l’attrazione per una donna, incapace di contenersi, giustamente spontaneo e goffo allo stesso tempo.  L’impeto amoroso è evidente sia nelle arie “Non so più cosa son, cosa faccio” e “Voi che sapete” sia nei recitativi.

Interessante anche l’interpretazione di Rosa Bove, che dona tratti pettegoli e maliziosi alla sua Marcellina. Si distinguono anche i due tenori Didier Pieri e Matteo Macchioni, rispettivamente Basilio e Matteo Macchioni ed Elisabetta Zizzo nel ruolo di Barbarina.

La stagione si apre dunque sotto il segno di un’opera che ben soddisfa le aspettative di un pubblico già amante di Mozart e delle sue Nozze di Figaro, impressione confermata dall’ovazione sul finale con inchini frizzanti a continuare lo stile dell’opera. Lo spettacolo andrà in scena mercoledì 25 e venerdì 27 alle 19 (data di compleanno nel 1756 del maestro di Salisburgo), mentre domenica 29 l’inizio è previsto alle 15.30.

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