Italo Sandrini, classe 1966, avvocato cassazionista, ruoli apicali in ACLI (anche a livello nazionale), è uno dei padri della riforma del terzo settore. Fisico atletico e capacità di mediazione notevoli, Sandrini è uno dei nuovi assessori del Comune di Verona con le deleghe a Terzo Settore, Attività produttive e Commercio, Relazioni con il territorio. Lo abbiamo intervistato per affrontare con lui alcuni dei temi sul “tavolo” in questo momento nella nostra città.

Assessore Sandrini, innanzitutto si aspettava questa nomina?

«La nomina è stata abbastanza inaspettata visto che nella lista “Damiano Tommasi” vi erano numerose personalità con capacità e competenze. Tra l’altro io sono già abbastanza impegnato sia a livello professionale sia nelle ACLI nazionali.»

Lei detiene due deleghe molto importanti: al Commercio e al Terzo Settore. Non si tratta di due ambiti in contrapposizione? Come riesce a gestirle?

L’Assessore del Comune di Verona Italo Sandrini

«Le due deleghe sembrano in effetti in contrapposizione fra loro, ma in realtà potrebbe essere questa l’occasione per un’evoluzione del Terzo Settore verso una trasformazione in  Imprese Sociali, perché, con tutto il rispetto per il volontariato, l’impresa sociale ha sicuramente un’efficacia maggiore e riesce a rispondere meglio alle esigenze richieste, 365 giorni all’anno.»

Parliamo del commercio a Verona: quanto è in sofferenza il settore e perché e cosa sta facendo il Comune di Verona?

«Purtroppo è in sofferenza ma come tanti altri settori, comprese le partite iva, artigiani e liberi professionisti. Credo che tutti in questo momento siano in difficoltà, giornalisti compresi. Il Comune ha stanziato numerosi fondi per aiutare il settore,  anche recentemente.»

Nelle periferie molte attività sono chiuse da tempo e gli stessi esercenti che hanno resistito fino ad oggi in molti casi dicono che non sono sicuri di riuscire ad arrivare al Natale, complice il caro-bollette. Ci sono delle misure che il Comune pensa di attivare, magari per quei piccoli negozi fondamentali in certi quartieri ? Ed è vero il trend che i centri commerciali sono in declino mentre il commercio di prossimità sta rifiorendo – parallelamente al e-commerce altamente specializzato?

«Per quanto riguarda la crisi dei i centri commerciali sinceramente, per ora, vedo che stanno soffrendo di più i piccoli commercianti.»

Cosa c’è di vero sulla polemica per i plateatici in Bra?

«Sulla questione stiamo facendo un lavoro di ascolto e di condivisione importante, anche con la Sovrintendenza. Cerchiamo di portare il regolamento a una realtà più consona con il periodo che stiamo vivendo.»

Parliamo del Terzo Settore: lei è uno degli attori dell’imponente riforma che ha visto l’eliminazione delle onlus e l’accorpamento di tutti gli enti in un unico registro nazionale. Questo contribuirà ad arginare o magari eliminare il fenomeno di tutte quelle associazioni che non sono registrate e quindi sfuggono ad eventuali controlli e commettono illeciti, spesso legati a raccolte fondi fraudolente?

«Sicuramente la riforma del Terzo Settore rappresenta un buon passo in avanti per portare un po’ di ordine … ci vorrà però del tempo perché entri a pieno regime.»

Pensa di istituire un albo suddiviso in settori consultabile da chiunque sul sito del Comune, che mostri tutte le associazioni sul territorio e quindi dia al cittadino la prima informazione di base rispetto alle attività ed i servizi di cui può usufruire?

«Questa è un’iniziativa in programma in Sesta Circoscrizione. In ogni caso appena l’Assessorato sarà operativo sarà mia cura contattare, come sta già succedendo, le associazioni per cercare di capire gli spazi di collaborazione e co-progettazione e per rendere più efficace anche l’azione,  per evitare che in alcuni settori ci siano troppe persone che si occupano dello stesso problema, mentre altre questioni rimangano completamente scoperte.»

A proposito di spazi: una domanda che si è acuita nella scorsa amministrazione ma alla quale non sono state date risposte di spazi per le associazioni. Di esempi se ne possono fare diversi, come il mancato recupero in Sesta Circoscrizione della Ceolara oppure la cascina in terza, oppure finalmente uno spazio dedicato ai concerti per i “giovani” com’era Interzona e come dovrebbe esserci in una città così attrattiva per il turismo. Insomma state pensando di attivare un progetto di rigenerazione urbana con cui concedere gli spazi e magari anche affiancare le associazioni che vogliano creare qualche iniziativa socio-culturale e aggregativa utile alla comunità?

«Per quanto riguarda gli spazi in futuro io sarei dell’avviso che sia necessario, più che qualcosa di estemporaneo, una vera e propria cittadella del Terzo Settore, una cittadella che consenta a tutti di poter avere un punto di riferimento, con spazi di co-working iniziando a ragionare in termini di comunità, abbattendo qualunque tipo di muro e qualunque tipo di pregiudizio Noi siamo il Terzo Settore e dobbiamo proprio essere l’esempio di una comunità che si aiuta e non che si chiude.»

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