Dopo aver riempito la città di manifesti che invitavano i concittadini veronesi a prendere delle iniziative per far ripartire la città, ieri 25 giugno, nella suggestiva Arena Estiva del cinema Fiume, a due passi dal parco delle mura, il Movimento Civico Traguardi con un tavola rotonda ha lanciato il suo primo suggerimento: “Ripartiamo dall’ambiente. Come?”

«Quando parliamo di transizione ecologica», chiede il leader del movimento e Consigliere comunale Tommaso Ferrari « cosa vuol dire?» Siamo ormai bombardati di messaggi ambientalistici, in gran parte greenwashing che confonde le idee, «la transizione ecologica è invece una necessità e nel contempo una opportunità di sviluppo» che deve essere progettata e realizzata con tempestività e competenza. «Se pensiamo a quanto siamo dipendenti dai combustibili fossili e da un modello lineare di sviluppo, raggiungere l’obiettivo emissioni zero di CO2 al 2050 vuol dire effettuare una rivoluzione epocale, che coinvolge tutti: cittadini, istituzioni, imprese, politici, centri di ricerca. Come si fa?»

Tommaso Ferrari, al centro, mentre introduce l’evento

Il primo a rispondere è stato Federico Testa, professore di economia aziendale Università di Verona ed ex presidente dell’Enea, il più grande ente di ricerca italiano. Testa ha ripreso il suo cavallo di battaglia di sempre. Un terzo dell’energia totale che consumiamo viene utilizzato nel riscaldamento degli edifici e la metà di questa viene sprecata. Se vogliamo realmente ridurre le emissioni di CO2 occorre rendere le case energeticamente efficienti. Disponiamo degli incentivi e delle tecnologie però manca il supporto delle istituzioni. Il Comune di Verona, ad esempio, per rilasciare i documenti necessari impiega quasi  sei mesi, inoltre non ha predisposto alcun programma di efficientamento degli edifici comunali.

«La politica ha quindi un ruolo decisivo nella transizione ecologica: facilita i processi e coordina i centri di interesse» puntualizza Ferrari, chiamando in causa l’onorevole Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati, parlamentare veronese del PD.

Alessia Rotta, durante il suo intervento

«In Parlamento stiamo lavorando per semplificare i processi perché non è accettabile che per realizzare un qualsiasi impianto occorrano da quattro a sei anni per ottenere le necessarie autorizzazioni […] Non è solo un problema di vincoli posti delle soprintendenze» precisa la Rotta « ma anche della qualità dell’apparato amministrativo pubblico che necessita di persone nuove e di formazione». Ribadisce anche che occorre sviluppare la capacità di progettazione perché, soprattutto con il PNRR (Piano Nazionale Ripresa Resilienza),  si finanzieranno le buone idee e le capacità realizzatrici. Il Comune di Verona in questo momento è privo di progetti e la vicenda filobus (15 anni di tempo senza riuscire a completare l’opera) fa pensare a una scarsa affidabilità dell’amministrazione.

«Nella transizione ecologica il ruolo delle imprese è fondamentale»  riprende Ferrari chiamando in causa Andrea Bolla, presidente e amministratore delegato di ViviEnergiaspa, «cosa manca alle imprese per fare veramente un salto in avanti? E soprattutto, quanto lunga sarà la strada per abbandonare i combustibili fossili (gas)? »

Bolla, ex Presidente di Confindustria Verona, ci tiene a rimarcare che le performance energetiche delle imprese italiane, per ragioni storiche, sono fra le migliori al mondo, c’è molto da cambiare ma si paventano rischi di perdita di competitività con le imprese estere e di blackout energetico nel caso di una transizione mal programmata. Il gas sarà l’ultimo a uscire di scena. Conclude, infine, che «molto dipenderà dall’innovazione tecnologica», offrendo così alla Professoressa Giovanna Cavazzini, ricercatrice dipartimento Ingegneria Industriale Università di Padova, la possibilità di intervenire sull’argomento.

«Disponiamo già delle tecnologie necessarie per attuare la transizione ecologica, occorre invece sviluppare ricerca applicativa per la quale mancano fondi e soprattutto collaborazione fra università, amministrazioni e imprese». Inoltre, per evitare che l’effetto NINBY (Not In My Back Yard) blocchi il cambiamento  i cittadini devono essere maggiorente coinvolti.

Dal numeroso  pubblico è arrivata in proposito, quasi a concludere in modo inaspettato l’incontro, la voce del cittadino: «Per raggiungere, come è necessario, la situazione di zero emissioni al 2050 non bisogna aspettare gli ultimi anni. Il 70% della riduzione , quindi della conversione fossili rinnovabili, deve essere realizzata al più tardi entro il 2030 altrimenti l’obiettivo non si raggiungerà. […] Occorre decidere subito, non c’è più tempo da perdere. Non dimentichiamo che le città saranno al centro della trasformazione.» Come dire: “poche chiacchiere e iniziamo ad agire!”

Manca ancora un anno alle prossime elezioni amministrative, il cantiere di lavoro pensato dal Movimento Civico Traguardi per Verona sostenibile è avviato.  I temi trattati sono fondamentali per il futuro della città.  Ora  ci si aspetta che i confronto politico riprenda i temi discussi proponendo ai cittadini una campagna elettorale finalmente concreta sulla Verona che vogliamo. Heraldo conferma, ancora una volta,  disponibilità a ospitare le diverse voci.

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