San Lorenzo, simbolo di una Verona europea
Angelo Passuello, giovane concittadino storico dell’arte, ci porta alla scoperta della chiesa di San Lorenzo, una delle testimonianze medievali più importanti della città scaligera e addirittura d’Europa.

Angelo Passuello, giovane concittadino storico dell’arte, ci porta alla scoperta della chiesa di San Lorenzo, una delle testimonianze medievali più importanti della città scaligera e addirittura d’Europa.
Angelo Passuello, giovane ricercatore veronese, dottore di ricerca in Storia dell’arte medioevale all’Università di Ca’ Foscari e autore per Cierre Edizioni del volume Il monastero di Villanova. Storia, arte, architettura, appena uscito in libreria, ha concentrato i suoi studi sugli edifici medievali di Verona, città che storicamente ha accolto maestranze provenienti da tutta Italia e dall’Europa settentrionale, specialmente in epoca romanica.
«Verona ha una posizione eccezionale, sin dall’età romana era il crocevia di importanti vie di comunicazione – afferma lo storico dell’arte –. La Postumia e la Gallica collegavano l’est con l’ovest, mentre la Claudia-Augusta congiungeva la città con l’Europa oltralpina. Oltre a queste direttrici anche l’Adige era sfruttato come via fluviale.
Troviamo quindi la nostra città in una posizione privilegiata, e questo ha fatto sì che fosse permeabile a influssi diversificati: primo fra tutti dall’Europa settentrionale, ma anche dall’Italia nord-occidentale, in primis dalla Lombardia e dal Piemonte. E la chiesa di San Lorenzo, innalzata fra la fine del secolo XI e l’inizio del successivo, è simbolo concreto di questi rapporti.»
La tesi di dottorato di Angelo Passuello ha riguardato proprio il complesso romanico che sorge sull’attuale Corso Cavour, ed è stata riportata nel libro San Lorenzo in Verona. Storia e restauri, uscito sempre con Cierre Edizioni, che nel 2019 ha vinto la XVI edizione del “Premio Italia Medievale” nella categoria editoria.
«San Lorenzo è una chiesa che parla un linguaggio continentale e ce lo mostra la pianta di matrice cluniacense con 5 absidi in progressione scalare, adottata per la prima volta a Verona nella redazione romanica di San Fermo del 1065 – precisa Passuello –. Anche lo straordinario alzato è un indizio di questo europeismo: è l’unica chiesa romanica del Veneto, assieme a San Marco a Venezia, con ampie gallerie – comunemente dette matronei – di derivazione normanna che la inseriscono in una dimensione continentale insieme al duomo di Modena e a Sant’Ambrogio a Milano.
Sempre all’interno, notiamo un’alternanza di pilastri e colonne che ci ricordano le chiese tedesche della Renania e della Sassonia, come San Ciriaco a Gernrode e San Michele a Hildesheim. Inoltre, l’assetto originario della basilica laurenziana era a sala (Hallenkirche), quindi con tre navate ma con prospetto a due falde incorniciate da torri circolari, che ospitano le scale per raggiungere le gallerie».
A quel tempo, quando la chiesa era libera ed emergente lungo la via Postumia, le due torri entravano in stretta relazione con quelle delle porte urbiche romane, infatti San Lorenzo era posizionata tra l’Arco dei Gavi e Porta Borsari. «La muratura è costituita da un’alternanza fra conci calcarei e mattoni – precisa lo storico dell’arte – che crea un vivace effetto cromatico, un elemento che diventerà una costante nelle chiese veronesi del XII secolo».
San Lorenzo, dunque è davvero un unicum, un gioiello medievale nascosto tra le abitazioni costruite in tempi più tardi e, forse, ancora poco conosciuto. Le maestranze seppero ricevere stimoli culturali innovativi di carattere europeo per creare una struttura straordinaria, che omaggia il passato romano della città.
San Lorenzo sarà anche protagonista di un documentario che andrà in onda il 22 dicembre sul canale YouTube di Black & White Studio TV, una web tv veronese diretta da Riccardo Canovai. Nel video Angelo Passuello spiegherà approfonditamente sul posto la storia di questo monumento dal valore internazionale.
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