Non c’è ancora l’ufficializzazione da parte di Banca Intesa, ma per l’Alta Val Borago possiamo parlare di una insperata e splendida vittoria. La mobilitazione popolare, iniziata col Borago Day del 19 luglio scorso ha fatto sì che in pochi mesi si arrivasse ad un risultato clamoroso. Ne abbiamo parlato in queste pagine al link di seguito.

Il primo obiettivo del Fondo Alto Borago era impedire che nei 38 ettari di territorio interessati venissero impiantati nuovi vigneti; il secondo obiettivo era quello di avviare una gestione del territorio secondo le linee guida di Rete Natura 2000, progetto dell’Unione Europea per tutelare biodiversità ed ecosistemi nei SIC, Siti di Interesse Comunitario, identificati dai singoli stati membri. Se questo secondo punto diverrà attuabile lo sapremo in modo ufficiale solo nei prossimi giorni.

Intanto godiamoci il primo importante risultato frutto del lavoro collettivo del Comitato del Fondo Alto Borago, che ha gestito l’iniziativa. «Abbiamo parlato con tutti, smussando gli angoli e puntando in modo concreto all’obbiettivo». A parlare è Mario Spezia, vulcanico presidente dell’Associazione Il Carpino da cui è partito tutto. Il coinvolgimento dei Comuni di Verona e Negrar, l’aiuto e la partecipazione di molti artisti e di circa mille sottoscrittori sono solo alcune delle cifre vincenti di questa grande galoppata.

«La svolta -, dice ancora Mario Spezia -, è coincisa con l’arrivo del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa che ha fornito la chiave e le conoscenze utili per aprire porte e risolvere la non semplice situazione. Così è stato, complice la disponibilità di tutti i soggetti interessati.»

Foto di Agostino Mondin

Quindi, in sintesi, Banca Intesa chiede al giudice l’assegnazione del bene, il Fab recede dalla propria volontà di partecipare all’asta, il notaio affida il bene alla banca. A breve attendiamo che la banca assegni l’Alta Val Borago ai Comuni di Verona e Negrar. A loro volta i Comuni dovrebbero affidare la gestione a Il Carpino. A tale proposito sarebbe pronto e già “operativo” il Comitato Tecnico di Gestione che dovrà governare questo meraviglioso territorio e renderlo disponibile alla città e ai turisti.

La Val Borago, infatti è attraversata e percorsa dal Sentiero Europeo E5 che collega il Lago di Costanza con Verona e quindi valorizzare una vocazione di turismo sostenibile potrebbe essere sicuramente di interesse collettivo. Basti pensare che nel 2022 si festeggeranno i 50 anni di vita dell’E5. Quale miglior occasione.

La Val Borago è un luogo di incredibile e selvaggia bellezza, situato alle porte della città di Verona e attiguo alla frazione di Avesa, rimasto praticamente inalterato nel tempo. Vi si accede appena oltrepassata Avesa, sulla sinistra, seguendo le indicazioni. In un’oretta e mezza circa, si arriva ad una grande cavea scavata nella roccia. Da lì con dei “tiri” di scala metallica e funi d’acciaio ci si inerpica per oltre un centinaio di metri di dislivello per affrontare la parte superiore della valle. 

Questo non è un passaggio facile ma solo per escursionisti esperti e persone prive di vertigini. Un’altra oretta di agile cammino e si arriva a Montecchio. Da qui si aprono altre opportunità, ma tutto dipende dal tempo a disposizione, dalla voglia di bellezza e specialmente dalla forza nelle gambe. Nei prossimi giorni è facile attendersi pure una festa virtuale con la presenza di un importante cantante e di un ministro. Attendiamo con fiducia.