Patrick George Zaky dovrà rimanere in carcere altri 45 giorni. È quanto hanno stabilito i giudici, oggi, all’udienza preliminare per la convalida dell’arresto, che si è vergognosamente svolta dopo otto mesi dall’arresto dello studente egiziano iscritto a un master all’Università di Bologna. 

Riccardo Noury

«Patrick era presente oggi all’udienza ma questo non è servito a convincere i giudici che tenere un innocente 8 mesi in carcere poteva bastare. E invece no – ha dichiarato per “Heraldo” Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia –, si supereranno i 9 mesi con questi 45 giorni di prolungamento. Non è possibile che questa campagna di liberazione di Patrick Zaky sia portata avanti solo da Amnesty International e altre organizzazioni impegnate per i diritti umani, dagli studenti e amici di Patrick, dall’Univeristà e dal Comune di Bologna. Perché a questo elenco virtuoso manca un nome importante, che è quello del Governo italiano.» 

«È evidente – ha aggiunto Noury– che il nome di Patrick non è più scritto nell’agenda governativa italiana. Invece è necessario che sia presente perché deve attivarsi un impegno serio, che finora non c’è stato, per pretendere la scarcerazione dello studente.» 

Una decisione che lascia sgomenti e che desta particolare preoccupazione per le condizioni psicofisiche del ragazzo che dovrà rimanere in carcere per almeno un altro mese e mezzo, tra continue proteste in carcere a sud del Cairo e l’emergenza Covid-19 che lo sta isolando sempre di più.