Aglietti: «Non vedo l’ora di ripartire»
Affabile, simpatico quanto già concentrato sulla ripresa dell'attività. La nostra chiacchierata in diretta con Alfredo Aglietti, tra aneddoti e curiosità personali.

Affabile, simpatico quanto già concentrato sulla ripresa dell'attività. La nostra chiacchierata in diretta con Alfredo Aglietti, tra aneddoti e curiosità personali.
Stare in panchina è solo una metafora per la stragrande maggioranza di chi fa l’allenatore. Di certo lo è per Alfredo Aglietti che, in questo momento storico, più che mai non vede l’ora di rientrare in azione. Dopo essere tornato ad assaggiare il mondo del ChievoVerona, il lockdown non ha scalfito nulla dell’energia investita dal mister gialloblù in questo inizio della sua nuova avventura sulla panchina del sodalizio di via Galvani. In diretta da Veronello, “Aglio” è stato l’ospite d’onore dell’appuntamento sportivo del lunedì di Heraldo.it. Una diretta Facebook risoltasi in una chiacchierata a tutto tondo in cui ha raccontato di sé e del suo percorso professionale tra simpatici aneddoti e curiosità personali.
Da calciatore gli piaceva segnare. Allenare è poi diventato il suo lavoro ma anche e soprattutto la sua passione. L’amore per il lavoro di campo Aglietti lo ha trasmesso nelle parole nel corso della diretta collegato con Heraldo (visualizzabile cliccando qui) anche attraverso l’analisi tattica del suo Chievo e del 4-3-3 con cui ha iniziato il suo percorso nelle occasioni dei match contro Ascoli e Cosenza. «Una scelta anche frutto delle assenze e degli uomini a disposizioni», per quanto il 4-3-1-2 resterà una validissima alternativa con la possibilità di «sfruttare l’abilità nell’uno-contro-uno di giocatori come Giaccherini, Vignato e Garritano». Nel centro sportivo sul Garda ha trascorso l’intero periodo successivo alla chiusura dello sport italiano dopo l’ultima partita di campionato disputata al Bentegodi il 9 marzo, tranne per una visita ai famigliari nel corso delle feste pasquali. «Speriamo che la situazione di sblocchi presto, sia nel mondo del pallone che, è ovvio, in tutti gli ambiti della vita. Dal nostro punto di vista l’importante è riprendere il campionato e terminare la stagione in qualche modo, per tutte le motivazioni del caso, sia sul piano sportivo che umano. Riprendere a giocare potrebbe aiutare a portare un po’ di serenità nelle persone».
In tandem con il fido preparatore atletico Daniele Sorbello, l’allenatore toscano sta seguendo i compiti a casa dei suoi uomini, per quanto limitati nelle modalità di allenamento. «Sento i ragazzi due o tre volte a settimana. Parliamo di tutto, di calcio, delle loro famiglie, ci confrontiamo. È una situazione difficile e particolare: alla ripartenza ci sarà bisogno di valutare, oltre all’aspetto fisico, anche quello psicologico e mentale. Di sicuro avranno talmente voglia di ricominciare che semmai ci sarà da frenarli più che spingerli. L’emergenza ci farà ripartire tutti dallo stesso punto. I numeri dicono che quando ho rilevato una panchina in corsa ho ottenuto buoni risultati. Mi auguro avvenga anche questa volta e finire il campionato nel migliore modo possibile».